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Leet speak, o se preferite l33t sp33k oppure, sempre più
difficile, _337 5p33k, ovvero: come rendere non rintracciabili
le proprie comunicazioni dai motori di ricerca. A prima
vista sembrano le "cascate" di numeri resi celebri
dal film Matrix. Si tratta di un linguaggio impossibile
da parlare o da scrivere a mano, concepibile soltanto
attraverso una tastiera ed un monitor.
H4ck3r
(hacker). Un metodo attribuito alla scena hacker che converte
le lettere in simboli e numeri, creando parole riconoscibili
nella forma (ma non pronunciabili) e diversamente scritte.
Ad esempio il numero "3" al posto della lettera
"e", o la sequenza di simboli "/\/\"
al posto della "m".
4b1t
_ d1n3 (abitudine). E' tutta questione di abitudine. Il
leet speak, che sta per elite speak, cioè "linguaggio
d'elite", fa in modo che il messaggio risulti comprensibile
all'occhio umano ma non all'occhio di un computer. Ma
ogni linguaggio ha un suo vocabolario, così si
è arrivati alla nascita di un incrocio tra lo slang
statunitense più underground e il linguaggio iper-tecnico
degli hacker.
Sp3ll1ng
(spelling). Ma c'è di più. Ogni parola può
essere tradotta in più modi, fino a diventare un
vero rompicapo. L'unico limite è la fantasia. In
pratica si tratta di un linguaggio aperto dove, ad esempio,
la lettera "o" può diventare il numero
"0", oppure la "q" minuscola o la
chiusura delle due parentesi "()". Ma ad essere
stravolta è anche la sintassi e lo "spelling"
delle parole, così come accade per qualunque lo
slang, si avvicina molto al parlato e allora la "s"
del plurale anglosassone diventa "z" o "oz".
"Bye" si trasforma in "b1", il pronome
"us" in " _ z".
St0r14
(storia). Il leet speak nacque nella metà degli
anni '80 con lo svilupparsi delle reti, all'interno della
comunità "nerd" dei college americani,
per poi diventare il linguaggio hacker. Il boom si ebbe
però nel '93, quando la Id software mise in commercio
le versioni on-line di "Doom" e "Doom II".
I partecipanti alle varie arene cominciarono a scambiarsi
commenti da veri duri in leet speak: "1 0wn3d j00!"
(ti ho stracciato), "J00 s0x!" (fai pena).
T33n4g3r
(teenager). Ma la diffusione del leet speak ne segnò
anche la sua fine. Finché fu riscoperto e rilanciato
dalla rivista on-line di fumetti "Megatokyo",
grazie all'edizione "Speak l33t?". E divenne
di nuovo il linguaggio per il gioco on-line e le chat,
amato ed usato dai teenager, con grande scorno dei genitori
americane, che non riescono a capire i messaggi che i
propri figli si scambiano on-line.
M1cr0s0ft
(microsoft). E quest'anno Microsoft ha rilasciato un documento
in cui vengono riassunte le regole principali e le parole
più diffuse del leet speak, sollevando un coro
di proteste. Mentre lo staff di Google non si è
tirato indietro e ha reso disponibile una versione del
proprio motore in l33t speak. Comunque per chi non vuole
perdere tempo e spremersi troppo le meningi online sono
disponibili molti traduttori, uno è disponibile
nel sito dedicato all'argomento e realizzato nell'ambito
del corso di "Progettazione Siti Web" di Informatica
Umanistica dell'Università degli Studi di Pisa.
Buon divertimento.
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