SSL
In questo
caso viene impiegata una soluzione crittografica mista utilizzando
sia la cifratura a chiave pubblica che quella a chiave segreta.
Nel caso di un collegamento tra un potenziale acquirente ed
un negozio in Internet, la connessione sicura viene così
stabilita:
- all'atto del collegamento,
il cliente riceve la chiave pubblica del negoziante e un certificato
che garantisce la reale appartenenza di quella chiave a quello
specifico esercizio, completo della firma elettronica di una
entità garante;
- Il programma del cliente genera
quindi un numero random, sempre differente per ogni collegamento,
ed invia un messaggio cifrato con tale numero al negozio.
Per consentire il colloquio, invia anche tale numero cifrandolo
con la chiave pubblica del negoziante.
Solo
il negoziante in possesso della chiave di decrittazione abbinata
alla chiave pubblica riportata nel certificato potrà
decifrare questo messaggio e conoscere così la chiave
random generata dal cliente. Anche se questo colloquio informatico
venisse registrato, senza la chiave pubblica del negoziante
non si potrebbe entrare in possesso della random e quindi
non potrebbe conoscere il contenuto dei messaggi (il numero
di carta di credito del cliente).
In
questo modo si ha:
- un
canale privato in quanto tutte le comunicazioni sono cifrate;
- un canale autenticato in quanto
il certificato garantisce l'identità del commerciante;
- un canale che garantisce il
contenuto dei dati scambiati, perché ogni messaggio
viene garantito da un codice di controllo cifrato.
L'esempio
citato costituisce una versione semplificata dello scambio
di chiavi, in quanto nella realtà le chiavi sono più
d'una e diverse tra loro. In questi casi l'attacco più
semplice è quello portato "con la forza bruta"
ovvero, provando in sequenza tutte le chiavi possibili sino
a quando si indovina quella giusta che permette di ottenere
il testo del messaggio in chiaro. Con la chiave di 128 bit,
il tempo necessario per tale ricerca è virtualmente
infinito. Infatti una chiave di 40 bit ha circa 1.099 miliardi
di combinazioni (1,09*10^12) mentre la chiave di 128 bit ne
ha circa 3*10^38 ed è decisamente più difficile
da scoprire.
Il 7
luglio 1995 veniva diffusa su Internet la notizia che la chiave
segreta di 40 bit di un messaggio di test, reso disponibile
proprio perché si potesse verificare la sua "robustezza",
era stata trovata dopo otto giorni ininterrotti di calcolo.
E' da notare che un sempre maggior numero di ricercatori si
è impegnato nella sfida di "rompere" questo
tipo di chiave (40 bit) per dimostrare l'inadeguatezza delle
disposizioni del governo USA in merito alle esportazioni degli
algoritmi di cifratura e l'ultimo record riportato di cui
ho notizia è di sole tre ore e mezzo!
Di seguito
viene riportato uno stralcio dell'intervista a Phil Zimmermann,
l'inventore del Pretty Good Privacy pubblicata su Week.it
del 6 aprile 2001. Zimmerman è l'autore del più
diffuso programma di criptazione dei dati liberamente distribuito
in internet. Il suo lavoro ha scatenato un'indagine durata
3 anni e promossa dal governo degli Stati Uniti per accertare
eventuali frodi federali contro l'esportazione delle teconlogie
di crittografia. Dopo aver superato questi ostacoli Zimmermann
ha venduto la sua azienda, Pgp industries, a Network Associates
e si è dedicato all'esame dei problemi relativi al
suo programma. Recentemente ha lasciato Network Associates
per Hush Communications.
-
Perchè ha deciso di lasciare Network Associates proprio
adesso?
Z. Ho lavorato sul progetto Pgp per oltre 10 anni e
finchè avessi continuato a lavorare per NA loro sarebbero
rimasti legalmente proprietari di tutto quello che avrei fatto.
Non potevo rimanere con loro per sempre.
- Le dispiace non lavorare più
a Pgp?
Z. Sì, ma ho portato avanti quel progetto per
molto tempo e non ho intenzione di tagliare i miei legami.
Aiuterò Hush a implementare lo standard open Pgp, ma
Hush ha un'applicazione molto diversa e io devo andare avanti.
- Quando ha scritto la prima
versione di Pgp pensava che la crittografia della posta elettronica
avrebbe raggiunto questa diffusione?
Z. Pensavo che queste funzioni sarebbero potute diventare
molto importanti, ma non ho mai previsto l'interesse del governo.
Onestamente speravo che si diffondessero ancora di più
ma penso siano state frenate dalla poca facilità d'uso.
- Questa è stata per molto
tempo una delle critiche principali rivolte ai sistemi Pki
(Public Key infrastructure). Pensa che anche in questo caso
la difficoltà d'uso sia stata un elemento frenante?
Z
La realizzazione di un infrastruttura Pki in un ambiente enterprise
di grandi dimensioni è un lavoro molto complesso. Per
questo sono interessato al lavoro di Hush: con gli strumenti
di posta elettronica basati sul web non si deve installare
niente sulle workstations degli utenti e ciò semplifica
la vita dei responsabili It.
- A quali progetti stai lavorando?
Z. A un prodotto sicuro per la telefonia, scritto in
Java. Ne avevo già scritto uno in C, ma non se ne era
fatto niente perchè non aveva suscitato interesse nei
responsabili It. E' stato abbandonato e quando Network Associates
ha acquistato la mia azienda non sapeva nemmeno di averlo.
Il nuovo prodotto dovrebbe essere pronto in primavera. Stiamo
iniziando a inserire le funzioni di crittografia e questa
per me è una parte abbastanza facile.
La parte più difficile è quella relativa alla
telefonia.